Il Manifesto di Roma

CONVINTI che l’Unione Europea nelle sue forme attuali sia inadeguata ad affrontare le sfide capitali del nostro tempo,

CONSAPEVOLI che il futuro dell’Europa sia nelle mani degli europei,

CERTI che l’unità d’Europa, non la sua divisione, sia il cammino da perseguire,

noi, giovani europei, ci siamo riuniti 60 anni dopo la firma dei Trattati di Roma per sostenere l’Europa.

Credendo fermamente che sia nostro dovere, quale nuova generazione, contribuire alla costruzione di un destino comune, invitiamo ogni europeo a unirsi a noi in quest’impresa.

Noi, giovani europei

Attraversiamo tempi tormentati. Il mondo che ci circonda muta rapidamente e spesso in contrasto con le nostre attese. Anche in Europa nazionalismo radicale e xenofobia sono in ascesa, mettendo in pericolo i valori democratici per cui le generazioni che ci hanno preceduto hanno combattuto. L’unità Europea è in pericolo.

Come giovani europei, noi crediamo sia nostro dovere non soltanto difendere l’eredità europea, ma pure battersi per il suo urgente rinnovamento. Le nostre esperienze di vita hanno preso forma alla luce dell’ambizioso progetto di un’Europa politicamente unita. Siamo la prima generazione libera dalle divisioni politiche della Guerra Fredda e dal conflitto con i nostri vicini.

Abbiamo fatto esperienza di un’Europa senza confini e con facilità di spostamento, di moneta e cittadinanza comuni, di scambi culturali e nuove tecnologie. Ciò ci ha consentito di conoscere altri europei e di rafforzarci nella convinzione d’essere indivisibili.

La ragione fondante di questo Manifesto è far sapere come intendiamo il nostro futuro insieme; su cosa si basa la nostra identità comune; perché l’integrazione Europea è indispensabile; come riportare i cittadini al centro del progetto europeo; quali istituzioni e procedure occorrono per la nascita di un’Unione Federale Europea.

Il mosaico europeo

Se vogliamo vivere in pace, prosperità e solidarietà nella stessa casa europea, occorre comprendere cosa s’intenda per essere europei: poter essere orgogliosi del proprio paese e al contempo sentirsi a casa in altri stati, città e regioni d’Europa, nella diversità e nella ricchezza delle culture. Queste dimensioni coesistono in armonia e non sono mutualmente esclusive.

L’integrazione europea deve proseguire su sentieri nuovi.

L’identità europea è un mosaico variopinto, impreziosito dalla diversità delle sue tessere. Tale diversità non può essere negata senza che l’essenza stessa del mosaico vada perduta. Come il mito greco di “Europa” prefigura, attraverso prove e arricchimenti, i flussi migratori sono stati da sempre parte costitutiva dell’identità europea. Chiunque può essere europeo, indipendentemente dal luogo di nascita. Chiunque può contribuire alla formazione e al futuro del progetto europeo.

La nostra identità non è statica né monolitica, si evolve attraverso l’incontro e il dialogo con il prossimo. Essere europei significa essere parte attiva d’una comunità più ampia, che affronta gli stessi problemi e abbraccia un destino comune.

L’eredità europea

Non dobbiamo imparare ad essere europei. Basta riconoscere che lo siamo già. La nostra identità è segnata dalla riconciliazione dopo guerre devastanti e atrocità. Ci legano una storia e una geografia comuni.

Antiche religioni e culture – il mondo greco e romano, le tradizioni ebraica, cristiana e islamica, le culture germaniche e slave – costituiscono un’eredità straordinaria, fatta di letterature, scienze, arte e musica. La coesistenza pacifica e il riconoscimento reciproco di religioni diverse è cruciale per il nostro futuro.

L’umanesimo, l’illuminismo, il razionalismo e il pensiero critico hanno contribuito a separare, dentro la società, il ruolo della politica da quello del diritto e della religione. Oggi il bene comune è definito in Europa da una serie di convinzioni condivise.

La libertà e la democrazia costituiscono il fondamento delle società europee e non possono essere scisse dal rispetto per lo stato di diritto. Frutto del pensiero politico dell’Europa moderna, liberalismo e diritti umani hanno preparato il terreno per la riflessione post-bellica su uguaglianza, giustizia sociale e vocazione alla pace.

Una nuova visione per l’Europa

Dopo la Seconda guerra mondiale l’Europa ha imboccato il cammino dell’integrazione poiché i nazionalismi avevano sciaguratamente fallito.

Nella proposta del Ministro degli Esteri francese Robert Schuman del maggio 1950, il progetto europeo garantiva pace e prosperità alle nazioni europee disponibili a mettere in comune le proprie risorse principali. Questo approccio, senza precedenti, fu lautamente ricompensato: quanto alle promesse di pace e prosperità, l’integrazione europea ha conseguito successi che vanno al di là d’ogni attesa.

Ciò nonostante, le conquiste europee sono oggi considerate scontate. La visione si sta dissolvendo. Le istituzioni dell’Unione Europea sono più deboli poiché ritenute incomprensibili, eccessivamente burocratiche, in ultimo prive di legittimità democratica. Inoltre, sono state incapaci di supportare l’Europa del sud nel superamento della crisi economica che ha colpito con particolare gravità i giovani.

I movimenti nazionalisti rifiutano l’idea di trovare soluzioni condivise a problemi comuni. Non siamo d’accordo. Crediamo invece che l’Europa sia più necessaria che mai per salvaguardare sicurezza e prosperità. L’unità e la solidarietà europee sono le sole risposte razionali alle sfide contemporanee, dai cambiamenti climatici all’immigrazione, dalle disuguaglianze crescenti alla digitalizzazione, dal terrorismo alle minacce della guerra.

L’integrazione europea deve proseguire su sentieri nuovi poiché solo insieme possiamo contribuire a stabilire un ordine globale migliore. Per questo, proponiamo un’Unione Federale Europea che abbia al centro i propri cittadini e si dedichi a servirli e proteggerli.

Rinnovare il contratto sociale

L’Unione Federale europea si basa su un contratto sociale rinnovato tra l’Europa e i suoi cittadini. Tale contratto assicura i seguenti diritti:

  • Ogni persona ha il diritto alla libertà e alla dignità. L’Unione Federale promuove e salvaguarda i principi della democrazia, lo stato di diritto e i diritti umani.
  • Ogni persona ha il diritto di vivere sicura e libera dalla paura di minacce fisiche. L’Unione Federale protegge da minacce interne e esterne coloro che si trovano sul proprio territorio laddove essi non possano essere efficacemente protetti a livello degli stati membri.
  • Ogni cittadino dell’Unione Federale ha diritto a una vita produttiva in qualsiasi luogo dell’Unione. L’Unione Federale assicura il libero movimento delle persone, favorisce la prosperità e la creazione di lavoro attraverso un mercato unico completamente integrato e un piano regolamentare uniforme a livello europeo.
  • Oggi cittadino dell’Unione Federale ha diritto a pari opportunità in termini di educazione e riceve protezione sociale per provvedere ai propri bisogni fondamentali. L’Unione Federale ha speciale vocazione per la giustizia sociale e per la lotta contro le disuguaglianze, contro l’esclusione e soprattutto contro la disoccupazione giovanile.
  • Ogni persona ha diritto a un ambiente salubre. L’Unione Federale, anche agendo nell’interesse delle generazioni future, protegge l’ambiente e promuove l’uso efficiente delle risorse naturali.

Unione Federale Europea

L’Unione Europea ha oggi un’architettura istituzionale complessa, che i propri cittadini comprendono con difficoltà. Da qui la diffidenza verso l’UE. Il sistema di governance basato sul metodo intergovernativo è incapace d’affrontare le sfide a livello europeo in maniera efficace e trasparente. Per questo, chiediamo che si dia vita a una nuova architettura costituzionale progettata per semplificare la forma di governo dell’Europa e accrescerne la legittimità e la responsabilità di fronte ai cittadini.

Crediamo che solamente un sistema istituzionale dotato di competenze chiaramente definite e legittimato da adeguati processi democratici possa ricevere il supporto dei cittadini europei. Intendiamo per Unione Federale un sistema di governo basato su una chiara separazione dei poteri, verticale tra l’Unione e i suoi stati membri, e orizzontale tra le istituzioni dell’Unione stessa.

Competenze dell’Unione Federale

La separazione verticale dei poteri sarà ottenuta dividendo nettamente le competenze dell’Unione Federale dalle competenze degli stati membri. La sovranità sarà divisa tra l’Unione e i suoi stati membri sulla base del principio di sussidiarietà.

L’Unione Federale deve avere competenza nel campo degli affari esteri e dell’immigrazione, dell’anti-terrorismo e della difesa, del mercato interno, della concorrenza e del commercio. Essa avrà una moneta comune e una politica fiscale progettata per assicurare il corretto funzionamento dell’unione economica e monetaria.

L’Unione Federale non deve essere un superstato. Essa si asterrà dall’adottare regolamentazioni eccessivamente intrusive. Ogni competenza che non sia stata esplicitamente delegata all’Unione rimane di responsabilità degli stati membri. Inoltre, alcune competenze che sono attualmente esercitate dall’UE possono essere restituite agli stati membri.

La competenza sulla politica di bilancio deve essere divisa tra l’Unione Federale e gli stati membri. L’Unione Federale avrà un proprio ragionevole bilancio finanziato attraverso tasse e non attraverso trasferimenti dai bilanci degli stati membri. Gli stati membri saranno responsabili per l’adozione di propri bilanci e per il pagamento del proprio debito pubblico in base alla regola che proibisce i salvataggi dei debiti sovrani.

Le istituzioni dell’Unione Federale

La separazione orizzontale dei poteri si otterrà distinguendo chiaramente le funzioni delle varie istituzioni dell’Unione. Come richiesto dai principi del costituzionalismo, il sistema istituzionale dell’Unione Federale sarà basato su un potere legislativo, un potere esecutivo e un potere giudiziario.

  • Il potere legislativo dell’Unione Federale sarà diviso tra il Parlamento Europeo e il Senato Europeo – che si costituirà dalla fusione del vigente Consiglio Europeo e del Consiglio. Il Parlamento Europeo, direttamente eletto dai cittadini dell’Unione attraverso una procedura elettorale uniforme, sarà la camera dei cittadini. Il Senato Europeo, composto dai membri dei governi nazionali, agirà come la camera degli stati. Ogni atto legislativo dell’Unione, a prescindere dall’autorità che l’ha proposto, dovrà essere approvato sia dal Parlamento Europeo, con voto a maggioranza, sia dal Senato Europeo, con voto a maggioranza qualificata.
  • Il potere esecutivo dell’Unione Federale sarà attribuito a un Presidente Europeo eletto attraverso un procedimento democratico. Il Presidente rappresenterà l’Unione negli affari internazionali e guiderà l’amministrazione europea che discende dall’attuale Commissione Europea. Nei campi in cui è richiesta neutralità, come la concorrenza e la politica monetaria, verranno costituite agenzie indipendenti.
  • Il potere giudiziario dell’Unione Federale sarà esercitato dalla Corte Europea di Giustizia, che avrà il compito di sindacare gli atti legislativi e amministrativi dell’Unione per garantire la conformità con la separazione dei poteri e con la Carta dei Diritti Fondamentali oggi esistente. La Corte Europea di Giustizia dovrà assicurare l’applicazione uniforme del diritto dell’Unione e la sua supremazia sulle leggi statali.

La Fondazione dell’Unione Federale

Al fine di prevenire la dissoluzione del progetto europeo e far avanzare l’integrazione, proponiamo che sia redatta una costituzione ove si definiscano in termini chiari e legalmente vincolanti i poteri e l’assetto istituzionale dell’Unione Federale. La costituzione entrerà in vigore quando una maggioranza degli attuali stati membri dell’UE l’avrà ratificata attraverso un’apposita procedura. L’Unione Federale resterà aperta ad ogni paese europeo che ne condivida i valori.

L’unità e la solidarietà europee sono le sole risposte razionali alle sfide contemporanee.

Gli stati che non ratificheranno la costituzione non saranno membri dell’Unione Federale, ma l’Unione si sforzerà di associarli quanto più possibile a sé. Gli stati membri dell’Unione Federale non potranno beneficiare di deroghe particolari. Le istituzioni dell’Unione Federale saranno autorizzate ad assicurare il rispetto da parte degli stati membri dei principi e dei valori proclamati nella costituzione dell’Unione.

Per assicurarne la rapida adozione, invitiamo i parlamenti nazionali a nominare il più presto possibile delegati incaricati d’incontrarsi a Roma nel 2017 al fine redigere una costituzione dell’Unione Federale che rispecchi i principi sopra riassunti.

*****

Quale nuova generazione di europei, siamo convinti che il cambiamento sia necessario e possibile. Come nani sulle spalle dei giganti, non abbiamo paura di affermare che l’autentico spirito europeo è democratico, tollerante, pluralista e cosmopolita.

Ora, non domani, è il momento di dimostrare che possiamo costruire la nostra casa comune su fondamenta tanto solide da resistere ad ogni tempesta.

Viva l’Europa!

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  • Gaspard Kopff-Maes, Paris
  • Carl-Jürgen Johann, Reinbek
  • Kristina Rodig, Gadebusch
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  • Paul Demaret, Liège
  • Ilario Kosoburd, Hannover
  • Irena Krasnicka, Prague
  • Florian Dötterl, Düsseldorf
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  • Alexander Montebaur, Wolfenbuettel
  • Sebastian Schröder, Meerbusch
  • Wolfgang Wirtnik, Ratingen
  • Ines Wirtnik, Ratingen
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  • Michael Horstmann, Munich
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  • Steffen Rohwer, Düsseldorf
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  • Malte Knizia, Pentenried
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  • Oliver von Ketelhodt, Düsseldorf
  • Stefan Eichenseer, München
  • Florian Lingel, München
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  • Christian Kurtenbach, Düsseldorf
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  • Richard Scheffler, Düsseldorf
  • Nils Kockmann, München
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  • Christian Kier, London
  • Thomas Scherf, Landshut
  • Jens Ehrecke, Magdeburg
  • John Celliers, Essen
  • Angela Reitemeier, Essen
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  • Agha khan, Cologne
  • Jens Weymann, London
  • Bernd Hülsdünker, Heiden, Germany
  • Jan Rombolotto, Munich
  • Nadim Younes, Düsseldorf
  • Marcus Rüppel, Hamburg
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  • Dagmar Deneke, Essen
  • Peter Ilyes, Milan
  • Sandra Heyden, Mettmann
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  • Andreas Krüger, Hettenshausen
  • Rainer Engel, Saarlouis
  • Oliver Töpfer, Regensburg
  • Kai Fischer, Sommerland
  • Dr. Jean-Frédéric Castagnet, Georgsmarienhütte
  • Julian Stein, Hamburg
  • Daniel Müller, Zürich
  • Gereon Plester, Bottrop
  • Michael Schmidt, Hannover
  • Michael Wulf, Varel
  • Iris-Kathrin Wilckens, Hamburg
  • Verena Jung, Düsseldorf
  • Dajana Nehls, Dargun
  • Filippo Maria Giordano, Torino
  • Valerie Kazamias, Madison, Wisconsin
  • Josep M Lloveras, Barcelona
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  • Annemone Köppl, 93158 Teublitz
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  • Spyridon Tsakos, Piraeus
  • Spyridon Tsakos, Piraeus
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  • Julia Gruebler, Wien
  • Sebastian Walz, Hannover
  • Beissner, Helmut, Berlin
  • Benedikt Weingärtner, Bruges
  • olaf cordts, münchen
  • Marcus Geier, Munich
  • enrico di santo, Grottammare
  • Markus Scharpey, Essen
  • Federico Caselli, Roma
  • Rosario Pasquale, Terni
  • Costantino Ruscigno, Abbadia Lariana (LC) - Italia
  • Gerhard Struger, Linz, Austria
  • Julia Marie Terhune, Colico
  • DARIO GHIRINGHELLI, MILANO
  • Nils Lange, Berlin
  • DAVID PARCERISAS VAZQUEZ, BARCELONA
  • Josep Marti, Barcelona
  • Josep M Font, Barcelona
  • Daniel Parcerisas Land, New York
  • David Roth-Isigkeit, Frankfurt
  • Kostas Plessas, Athens
  • Wolfram Trainer, Berlin
  • Alessandro Cavalli, Genova
  • Kai Diekmann, 14467 Potsdam
  • Rowan Barnett, Berlin
  • Moritz Westfeld, Dresden
  • Dr. Frank Lugert, Zurich
  • LEHNER Franz, A 4063 Hörsching
  • Jeremy Paul Holmes, Munich
  • Susanne Behrendt, Berlin
  • Valerio De Luca, Roma
  • Paul Forde, Roma
  • Elena Agazzi, Bergamo
  • Frank Hoffmann, Bochum
  • Dagmar Penna, Frascati
  • Francesca Magni, Venezia
  • Vanna Vannucini, Roma
  • Silke Flegel, Bochum
  • Marina Da Forno, Roma
  • Julia Reuss, Paris
  • Stefan Kowski, London
  • Flavio Brugnoli, Torino
  • Anna Maria Senatore, Roma
  • Luca Argenta, Roma
  • Nicola d’Elia, Roma
  • Anthony Ruys, Wassenaar
  • Michael Wiczorrek, Roma
  • Antonio Padoa-Schioppa, Milano
  • Alessio Mitra, Torino
  • Walter Schlebusch, München
  • Jürgen Großmann, Hamburg
  • Patrick Hansen, Rom
  • Manfred Kurz, Künzelsau
  • Nicolas Commenville, Roma
  • Laudomia Bini Smaghi, Roma
  • Constanza Barbiellini Amidei, Roma
  • Irene Valvo, Roma
  • Costanza Maria Campiti, Roma
  • Jan-Hendrik Olbertz, Berlin
  • Julia Buhr-Iurato, Roma
  • Simone Velluci, Roma
  • Erik Dörter, Roma
  • NIQUEUX Edouard, PARIS
  • Tim Radmacher, Aachen
  • Frank Groer, Wien
  • Franz Karl Prueller, Vienna / Austira
  • Ruben Kohn, Augsburg
  • Peter Lamprecht, Jever, Germany
  • Manù Lucarelli, Lecce
  • Alessandro Zerbini, Bergamo
  • Umberto, Morelli
  • Giorgio, Tropea italy
  • Dr. David Roggendorff, München
  • Katja Vennemann, Hamburg
  • Theodor Quendler, Gerasdorf bei Wien
  • Alain Andreoli, San Francisco CA USA
  • Daniela Rando, Pavia
  • Wolfram VOGEL, Paris
  • Roswitha Canci, Landsberg am Lech
  • Jean-Pierre Schnaubelt, München
  • Alexandra Häglsperger, München
  • Dipl.-Ing. (FH) Rudolf Stradner, Graz
  • Luca de Vecchi, Milano
  • Carla De Donato, milan
  • Carl Singer, Passaic, NJ - USA
  • Friedrich Curtius, München
  • Lorenzo Vai, Turin
  • Julia Weige, Kassel
  • Daniel Wegscheider, Gröbming Austri
  • Thomas Melcher, Villach
  • Ralf Wittenberg, Hamburg
  • Carsten Frenz, Kaarst
  • Korbinian Weisser, München
  • P. Rossi, Montréal
  • Dutter Anton, A-3400 Klosterneuburg
  • Isabel Hess, Milano
  • Maren Hütter, Düsseldorf
  • Giorgio Psathas, Atene Hellas
  • Bettina Würth, Künzelsau
  • Miquel-Àngel Sànchez Fèrriz, Barcelona
  • MARIO SALA, SAN SIRO (co)
  • James Bartholomeusz, Welwyn, Hertfordshire, United Kingdom
  • emanuele petracca, LATINA
  • Marta Junqué, Barcelona
  • Mag. Christoph Vigl, Vöcklabruck
  • Manuel Gonzalez, New Haven
  • Maribel Königer, Vienna, Austria
  • Nathaniel, Nottingham
  • Luca Bonofiglio, Genova
  • Giovanni Finizio, Trento
  • Josep Ragàs, Swalcliffe
  • Andrea Pradelli, Modena
  • Sofia, Milano
  • Tommaso, London
  • Matteo Campostrini, Stockholm
  • Maria L.Vi, Barcelona
  • Renate Eras, Berlin
  • B.C. Strehlow, Berlin
  • Christopher Lucht, Berlin
  • Simona Bellini, Berlin
  • Heinrich Warneke, 28844 Weyhe
  • Johannes Bolkart, München
  • Quentin MIGNANO, Hamburg
  • Herbert Schaal, D-83730 Fischbachau
  • Julian Dirnecker, Paris
  • Martin Rupprecht, Vienna
  • Dr. Petr Vasicek, Brno
  • Dr. Vasicek, Brno
  • Bilal Alkatout, Berlin
  • Thomas Straetling, Escheburg / Germany
  • Thomas Straetling, Hamburg
  • Adrian Bühring, Berlin
  • Giulia Francesca Russo, Dresden
  • Tiziano Zgaga, Roma
  • Lothar Klatt, Ulm
  • Ilaria Invernizzi, Milan
  • Anass Hanafi, Torino
  • Christoph Humburg, München
  • Samuel Hörster, Wien
  • Antoinette Gebauer, Berlin
  • Dr. Carola Stauch, Würzburg
  • Maria Anna Potocka, Krakow
  • Ben Knöfler, Frankfurt a.M.
  • Timo Dietrich, Neumünster
  • Mathias Mellgren, Stockholm
  • Antonio capaldo, Avellino
  • Dirk Wasserthal, Frankfurt am Main
  • Matteo Vagli, Brescia
  • Beatrice Brenner, Elsenfeld
  • Julian Schultes, Aschaffenburg
  • Olaf Marsson, Berlin
  • Alessandra Cardaci, Berlin
  • Debora Rogges, Lecce
  • Elisa, Lecce
  • Christian Hörbelt, Berlin
  • nadia bray, lecce
  • Aurora González Artigao, Madrid
  • Robert Heiliger, Mettmann
  • Sibylle Möbius, Rosenheim
  • Dr. Elise von Randow, Deggendorf, Germany
  • Nicola Vallinoto, Genova
  • Marco Villa, Genova
  • Jürgen Uhl, Böblingen, Germany
  • Susanne Katharina Christ, Graz
  • Pit Marquardt, Mainz
  • Dr. Alba Mena Subiranas, Mannheim
  • Adele Ravagnani, Turin
  • Hans Linden, 53604 Bad Honnef
  • Stefano Milia, Roma
  • Patrick Jäger, Aschaffenburg
  • Markus Tichy, Münster
  • Emilio Larocca Conte, Berlin
  • Paula Reichert, Münster
  • Simon Tesch, 33098 Paderborn
  • Remo Fuhrmann, Wiesbaden
  • Janina Mackiewicz, Brussels
  • Aytaç Koray Koç, Istanbul
  • Maurizia Magro, Berlin
  • Anja Schrieber, Düsseldorf
  • Theodoros Matakiadis, Rotterdam
  • Stefan Judisch, Essen
  • Alexander Nitsche, Munich
  • bastian greger, berlin
  • Adam Stokes, Frimley Green
  • Dr. Helmut und Elisabeth Henze, Bad Iburg
  • hannelore ellersiek, berlin
  • Hans Becker, Berlin
  • Maud, Berlin
  • Volker Gustedt, Potsdam
  • Marie Tite, Prague
  • Sonja Bullmahn, Berlin
  • Albrecht Matthaei, München
  • Patrizio Ricci, Rome
  • Michael Rosemann, Munich
  • Stephen Knowles, Bradford
  • Virginija Kuosaite-Knowles, Bradford
  • Andrea Sala, Opole Poland
  • Andrea Sala, Opole Poland
  • Sabine Sasse, Berlin
  • Benjamin Belhocine, Mannheim
  • Stefano Righini, Roma
  • Robert Günther Busch, Brandenburg an der Havel
  • Dr.Ralph Theile, Aachen
  • Dr.Ralph Theile, Aachen
  • Denneler, Arnlf, D-74889 Sinsheim
  • Denneler, Arnlf, D-74889 Sinsheim
  • Arnulf Denneler, sinsheim
  • Franz Scheidt, Aachen
  • Prof. avv. Claudio C. Corduas, Napoli (Italy)

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